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    PrestaShop vs Shopify: le differenze che contano su un progetto reale

    Non è una questione di tifo: sono due modelli economici e di controllo opposti, e la differenza si vede al terzo anno — non al primo giorno.

    Aggiornato a luglio 2026 · a cura del team tecnico Zeno Web

    Chi cerca "PrestaShop o Shopify" di solito ha già capito la parte facile: sono due buone piattaforme, entrambe muovono miliardi di euro di transato, e chiunque dica che una delle due è oggettivamente superiore sta vendendo qualcosa. La parte difficile è un'altra: le due piattaforme hanno modelli economici e modelli di controllo opposti, e questa differenza non si vede il primo giorno. Si vede al terzo anno, quando il catalogo è cresciuto, sono arrivate le integrazioni con il gestionale, e ti accorgi che alcune scelte non sono più reversibili senza rifare tutto.

    In questa pagina mettiamo a confronto PrestaShop e Shopify sui punti che determinano davvero il costo e la libertà di un progetto nel tempo: licenza, costi ricorrenti, personalizzazione, integrazioni, aggiornamenti, SEO e uscita. Se invece sei ancora a monte e stai valutando anche altre tecnologie, ha più senso partire dal metodo con cui si sceglie una piattaforma e-commerce.

    In sintesi: quando conviene PrestaShop e quando conviene Shopify

    PrestaShop conviene quando:

    • il catalogo è complesso: molte varianti, combinazioni, attributi, listini differenziati per cliente o per gruppo;
    • servono logiche B2B: prezzi personalizzati, quantità minime, sconti a scaglioni, ordini per codice cliente;
    • il negozio deve dialogare con un gestionale, un ERP o un WMS già in uso, con regole di sincronizzazione non standard;
    • vuoi possedere il codice e non dipendere dalle politiche commerciali di un fornitore unico;
    • il volume di transato è alto e le commissioni sul venduto incidono in modo significativo sul margine.

    Shopify conviene quando:

    • il catalogo è lineare e ben normalizzato, con poche varianti per prodotto;
    • la priorità è il time-to-market: vendere presto, validare il mercato, ridurre il rischio iniziale;
    • non hai né vuoi avere presidio tecnico interno e preferisci che infrastruttura, sicurezza e aggiornamenti siano problema di qualcun altro;
    • il modello di business è D2C con forte spinta marketing e il valore sta nell'ecosistema di app e canali di vendita più che nella logica custom;
    • accetti di lavorare dentro i limiti della piattaforma in cambio di stabilità e velocità.

    Se ti riconosci in entrambe le colonne, non è una contraddizione: è il caso tipico in cui la scelta va fatta guardando i numeri e non le preferenze. Le sezioni seguenti servono esattamente a questo.

    Modello di licenza: cosa possiedi in un caso e cosa nell'altro

    PrestaShop è software open source. Lo installi su un hosting che scegli tu, il codice sorgente è tuo, puoi modificarlo, puoi cambiarlo, puoi portartelo via. Nessuno può decidere unilateralmente di cambiarti le regole del gioco: se domani non ti trovi più con il fornitore, cambi fornitore e il negozio resta dov'è. Il rovescio della medaglia è che la responsabilità dell'infrastruttura è tua: server, sicurezza, backup, aggiornamenti, compatibilità dei moduli. Non è un problema, ma è un lavoro, e va messo a budget.

    Shopify è SaaS. Non possiedi il software: paghi per usarlo. Non gestisci server, non ti preoccupi di patch di sicurezza, non aggiorni nulla a mano. In cambio accetti che le regole — funzionalità disponibili, condizioni commerciali, politiche sui pagamenti, evoluzione del prodotto — siano decise da un soggetto terzo. Il tuo negozio vive dentro casa d'altri, e questo è un trade-off legittimo, purché sia una scelta consapevole e non una scoperta successiva.

    Questa è la differenza da cui discendono tutte le altre. Non è ideologia: è la struttura del rapporto contrattuale, ed è la cosa che cambia di più quando il progetto cresce.

    Costi: cosa paghi davvero nei primi tre anni

    Il confronto tra i due prezzi di listino è il modo peggiore di ragionare sui costi di un e-commerce. Quello che conta è il costo totale di possesso (TCO) su un orizzonte di almeno 36 mesi. Le voci sono queste, e vanno compilate sul tuo caso reale.

    Le voci di costo su PrestaShop

    • Sviluppo iniziale: è la voce più alta. Tema, personalizzazioni, integrazioni, migrazione dati.
    • Hosting e infrastruttura: costo ricorrente, variabile in base al traffico e al peso del catalogo.
    • Moduli di terze parti: licenze una tantum o annuali.
    • Manutenzione evolutiva e aggiornamenti: la voce che quasi tutti dimenticano in fase di preventivo e che quasi tutti scoprono al secondo anno.
    • Nessuna commissione sul venduto verso la piattaforma: paghi solo le commissioni del gateway di pagamento che scegli.

    Le voci di costo su Shopify

    • Canone mensile o annuale del piano scelto.
    • App a canone ricorrente: è qui che il costo reale si gonfia. Su un negozio maturo, la somma delle app mensili supera spesso il canone della piattaforma stessa.
    • Commissioni sulle transazioni: variabili in base al piano e al sistema di pagamento utilizzato. È la voce che va calcolata sul TUO transato previsto, perché scala con il fatturato: più vendi, più paghi.
    • Sviluppo tema e personalizzazioni: più contenuto rispetto a PrestaShop, ma non nullo.
    • Nessun costo di hosting, sicurezza o aggiornamento: sono inclusi.

    Sotto una certa soglia di transato la struttura di costo di Shopify è più leggera; sopra quella soglia le commissioni sul venduto ribaltano il calcolo a favore di PrestaShop. Dove sia esattamente quella soglia dipende dal tuo margine per ordine, non da una media di settore.

    Personalizzazione: dove finisce il "si può fare"

    Catalogo, varianti e logiche di prezzo

    Qui la distanza è più ampia di quanto sembri dalle demo. PrestaShop nasce con una gestione di combinazioni, attributi, caratteristiche e gruppi cliente molto granulare, e soprattutto estendibile: se la logica di cui hai bisogno non esiste, si sviluppa. Shopify ha un modello di varianti più rigido per design: funziona benissimo finché il tuo catalogo ci rientra, e diventa un lavoro di aggiramento quando non ci rientra. Il punto non è quale sia più potente, è se il TUO catalogo entra nel modello. È una verifica che si fa in mezza giornata di analisi, e va fatta prima di scegliere, non dopo.

    Checkout, spedizioni e regole di pagamento

    Il checkout è la parte del sito che genera il fatturato ed è anche quella su cui le due piattaforme hanno la differenza più netta di libertà. Su PrestaShop il flusso di acquisto è modificabile in profondità: campi, passaggi, regole condizionali, logiche di spedizione fuori standard. Su Shopify il checkout è un'area protetta e standardizzata: molto ottimizzata, molto veloce, ma con margini di intervento definiti dalla piattaforma e dal piano sottoscritto. Se il tuo modello di vendita ha regole particolari — soglie, vincoli, documenti, autorizzazioni — questo punto da solo può decidere la scelta.

    Integrazioni con ERP, gestionali e logistica

    Nei progetti strutturati l'e-commerce non è mai un'isola: parla con il gestionale per anagrafiche, giacenze e ordini, a volte con un WMS, spesso con un CRM e con la piattaforma di email marketing.

    Su PrestaShop l'integrazione si può costruire su misura: si scrive un connettore che parla la lingua del gestionale esistente, con le regole di sincronizzazione che servono a te. Richiede sviluppo, ma non ha limiti concettuali.

    Su Shopify si lavora tramite API e connettori disponibili: quando esiste già un connettore per il tuo gestionale il percorso è rapido e collaudato; quando non esiste, o quando esiste ma non copre il tuo flusso, serve comunque sviluppo su middleware esterno.

    La domanda giusta non è "si integra?" — si integra sempre. È: quanto costa mantenere quell'integrazione quando una delle due parti si aggiorna? Su questo abbiamo una posizione precisa, che raccontiamo nella pagina dedicata allo sviluppo e-commerce su PrestaShop e in quella sui progetti realizzati su Shopify.

    Aggiornamenti e ciclo di vita: il fattore tempo

    PrestaShop 8.2 in extended support, PrestaShop 9 come orizzonte

    Questo è un dato concreto e databile, non un'opinione: PrestaShop 8.2.x è entrato in extended support a luglio 2025, mentre PrestaShop 9 rappresenta il percorso di lungo periodo della piattaforma. Tradotto in conseguenze operative: se stai avviando un progetto nuovo oggi, la domanda su quale ramo di versione partire ha un impatto diretto sui costi dei prossimi tre anni. Se invece hai già un negozio in produzione su una versione più vecchia, l'aggiornamento non è una spunta da mettere: è un progetto con analisi di compatibilità dei moduli, ricostruzione del tema e collaudo. Ne parliamo apertamente perché è la voce di costo che viene sottostimata più spesso, da noi come da chiunque altro.

    Come funzionano gli aggiornamenti su Shopify

    Non funzionano: avvengono. La piattaforma si aggiorna da sola, senza che tu debba pianificare nulla, ed è un vantaggio reale che vale molti soldi in mancata manutenzione. Il contraltare è che gli aggiornamenti li decide Shopify: se una funzione cambia o una app di terze parti smette di essere mantenuta, ti adegui. Non è un rischio catastrofico, ma è un rischio che non controlli.

    SEO e performance: c'è una differenza vera?

    Meno di quanto raccontino le due tifoserie. Entrambe le piattaforme permettono di fare SEO tecnica seria: URL puliti, gestione di title e description, canonical, dati strutturati, sitemap, gestione multilingua.

    Le differenze reali sono due, e sono operative più che tecniche:

    • Controllo. Su PrestaShop hai accesso a ogni livello dell'output HTML e puoi intervenire su qualunque cosa, incluse le architetture di URL e le logiche di paginazione e faccette. Su Shopify alcune strutture di URL sono imposte dalla piattaforma e non si toccano.
    • Velocità di partenza. Su Shopify parti da una base tecnica già ottima senza fare nulla. Su PrestaShop la performance è un risultato che si ottiene con configurazione, hosting adeguato e lavoro sul tema: si arriva altrettanto in alto, ma ci si arriva lavorando.

    In tutti e due i casi il fattore che pesa di più sul risultato organico non è la piattaforma: è la qualità dell'architettura informativa e dei contenuti. È il lavoro che facciamo nella nostra attività di SEO per e-commerce, e vale identico sulle due tecnologie.

    Migrare dall'una all'altra: cosa comporta davvero

    Capita spesso, in entrambe le direzioni, e va detto con chiarezza: una migrazione non è un trasloco, è una ricostruzione.

    Cosa si porta dietro senza troppi drammi: catalogo, categorie, anagrafiche clienti, storico ordini, contenuti editoriali.

    Cosa NON si porta dietro e va rifatto: il tema (che è codice specifico della piattaforma, non un file trasferibile), i moduli e le app (che sono ecosistemi diversi e non compatibili), le integrazioni con i sistemi esterni, e — punto critico — la struttura degli URL, che va mappata con redirect 301 uno a uno se non vuoi buttare via anni di posizionamento.

    Il momento giusto per valutare una migrazione è quando la piattaforma attuale ti sta costando più di quanto ti renda — non quando qualcuno ti convince che "l'altra è meglio". Se il tuo negozio è già online e stai valutando questo scenario, il punto di partenza è un'analisi dello stato del tuo e-commerce già avviato.

    Tabella di confronto

    CriterioPrestaShopShopify
    ModelloOpen source, self-hostedSaaS in abbonamento
    Proprietà del codiceTuaDel fornitore
    Costo inizialePiù altoPiù contenuto
    Costi ricorrentiHosting + manutenzioneCanone + app + commissioni
    Commissioni sul vendutoNessuna verso la piattaformaPresenti, variano per piano
    PersonalizzazioneSenza limiti concettualiEntro i limiti della piattaforma
    CheckoutModificabile in profonditàStandardizzato e protetto
    Catalogo complesso e B2BPunto di forzaPossibile con adattamenti
    Integrazione ERP su misuraSu misura, senza vincoliVia API e connettori
    Manutenzione tecnicaA tuo caricoInclusa
    Time-to-marketPiù lungoPiù rapido
    Uscita dalla piattaformaPorti via tuttoRicostruzione necessaria

    Come arriviamo alla decisione insieme a te

    Non abbiamo una piattaforma preferita da vendere. Siamo agenzia certificata PrestaShop Expert ★★ e sviluppiamo dal 2011, e questo ci dà una profondità tecnica su PrestaShop che non improvvisiamo; sviluppiamo anche su Shopify, e quando è la scelta giusta per il progetto lo diciamo senza problemi.

    Il percorso che seguiamo è sempre lo stesso, e richiede più ascolto che presentazioni: mappiamo il catalogo reale e le sue eccezioni, elenchiamo i sistemi esterni con cui il negozio dovrà parlare, quantifichiamo il transato previsto per calcolare l'impatto delle commissioni, e verifichiamo chi gestirà il negozio operativamente dopo il lancio. Da quelle quattro risposte la piattaforma esce quasi da sola.

    Se non sai ancora chi dovrà occuparsi del progetto nel tempo, quella è una decisione che pesa quanto la scelta tecnologica: ne parliamo nel confronto tra affidarsi a un'agenzia o a un professionista singolo.

    Domande frequenti

    Non sai ancora quale delle due fa per te?

    Raccontaci com'è fatto il tuo catalogo, con quali sistemi deve parlare e che volumi prevedi. Ti diciamo quale piattaforma ha senso e perché — anche se la risposta è quella che non ti aspetti.

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